L’IDRAULICA NELL’AREA DELL’EXPO

02-Operai-al-lavoro-sulle-tubazioni-nei-pressi-del-tracciato-del-decumano-maggio-2013

 

I due viali coperti del Cardo e del Decumano costituiscono, all’interno dell’area Expo, i principali assi di distribuzione dei visitatori fra i padiglioni dei vari paesi, delle organizzazioni e delle aziende, come delle piazze e delle aree per eventi, manifestazioni, spettacoli, concerti, convegni, show cooking, laboratori didattici e mostre.

La piastra: cos’è e com’è fatta

Per permettere l’insediamento di tutte le attività previste è stata realizzata una struttura di base lunga circa 2 km e larga tra 350 e 750 metri. Costata circa 149 milioni di euro, la piastra è l’infrastruttura più importante del sito espositivo: per quanto riguarda per gli aspetti idraulici e tecnologici possiamo considerarla articolata in tre ambiti principali:

le opere idrauliche che, oltre al Canale e alla Lake Arena, comprendono un sistema di fontane e giochi d’acqua ma anche le vasche di fitodepurazione per il trattamento delle acque piovane e la modifica al tracciato dei torrenti e delle condotte fognarie, che attraversavano la piastra, con la realizzazione di una vasca di laminazione anti-piena;

le architetture di servizio, che forniranno tutto quanto è necessario ai visitatori e a chi lavora: bar, ristoranti, servizi igienici, spazi commerciali, assistenza, servizi per la sicurezza; sono composte da 14 strutture, di cui 3 completamente interrate, che grazie a un sistema di “facciate d’acqua” garantiranno anche il raffrescamento naturale degli spazi aperti.

gli impianti tecnologici, che includono sia le reti per la distribuzione dell’elettricità e delle telecomunicazioni, sia quelle idrico-sanitarie – ovvero acqua potabile, irrigazione, climatizzazione degli edifici, antincendio e reflui – che permetteranno ai singoli padiglioni di funzionare secondo le rispettive necessità.

Le reti idrico-sanitarie

La realizzazione di 4 nuovi pozzi permetterà il prelievo delle acque presenti nel sottosuolo, per una portata di picco pari a 270 l/s, di cui 178,6 l/s per l’alimentazione dei padiglioni, con possibilità di integrazione da parte del sistema della limitrofa Fiera di Rho-Milano.

La continuità del servizio è assicurata da 2 vasche di riserva con capacità unitaria minima di 1000 m3, a valle delle quali sono installati 4 serbatoi a membrana da 500 l cadauno per ciascuna, a protezione delle pompe stesse e a compensazione di bassi prelievi. Nelle centrali, le tubazioni sono in acciaio al carbonio isolate con guaine anticondensa e valvole in ghisa PN 16.

La pressurizzazione è affidata a gruppi di pompaggio posti nelle stazioni di sollevamento, che garantiscono una pressione non inferiore a 0,2 MPa all’utenza più sfavorita. Ogni gruppo è formato da 3 pompe primarie a velocità fissa (45 l/s; 50 kW; 0,75 MPa), di cui una di backup, e da due pompe pilota (22,5 l/s; 30 kW; 0,75 Mpa) a velocità variabile, tutte con rendimento minimo superiore al 70%. La dorsale di distribuzione dell’acqua sanitaria (velocità max 2,5 m/s) è realizzata in PEAD PE100 PN 10: transita sotto il Decumano, con stacchi diretti alle singole utenze che, all’interno dei padiglioni, saranno servite mediante tubazioni in polietilene reticolato con guaine anticondensa.

Ogni utenza è dotata di contatori d’acqua a turbina completi di emettitori di impulsi per la ripetizione a distanza, oltre a sistemi di intercettazione automatica, con valvole a farfalla servo-comandate on-off. Le reti di distribuzione interne possono essere sottotraccia a pavimento, a parete o all’interno dei controsoffitti dei corridoi, realizzate con tubazioni di polietilene reticolato opportunamente coibentate e apposite valvole di sezionamento. Tubazioni di polietilene rigido ad alta densità provvedono ali scarichi degli apparecchi sanitari.

La copertura della vasca di laminazione

La rete dell’acqua potabile

La copertura del fabbisogno di acqua potabile (portata di picco 180 l/s) è affidata all’acquedotto di Milano. Dalla stazione di sollevamento (pressione minima garantita 0,15 MPa), l’acqua sarà rilanciata alla rete di distribuzione grazie a 4 pompe primarie a velocità fissa (45 l/s; 50 kW; 0,70 MPa), una delle quali di backup, e a 2 pompe pilota a velocità variabile (35 l/s; 50 kW; 0,70 Mpa), tutte con rendimento minimo superiore al 70%.

Le tubazioni in centrale sono in acciaio al carbonio PN 10. A monte e a valle del gruppo di pressurizzazione sono previsti serbatoi a protezione delle pompe stesse, entrambi alimentati da un compressore d’aria. Per il resto, dal punto di vista della conformazione e delle prestazioni, il sistema è simile a quello della rete per l’acqua sanitaria.

L’allaccio di ogni utenza dispone di un contatore idrico predisposto per il telecontrollo, con valvola a farfalla a monte e a valle (quest’ultima comandata da remoto, per interrompere l’erogazione durante le ore di chiusura dell’area espositiva), oltre a tubazione di by-pass. Negli edifici più alti, ove necessario, sono presenti gruppi di pressurizzazione locali. All’interno dei padiglioni le tubazioni dell’acqua fredda e calda (quest’ultima viene prodotta mediante boyler elettrici da 2.000 l, corredati di resistenza elettrica da 20 kW) sono in polipropilene coibentato.

Gli impianti in via di completamento, nella corte della Cascina Triulza

L’acqua per la climatizzazione

Si tratta dell’anello primario dell’acqua di condensazione per le utenze non permanenti e dell’anello di acqua di pozzo per le utenze permanenti dopo l’esposizione, finalizzati al funzionamento degli impianti di riscaldamento e raffrescamento. Nel primo caso l’acqua è prelevata dal canale Villoresi, filtrata e pressurizzata in quantità necessarie (portata di punta 700 l/s) allo smaltimento del calore prodotto ai condensatori dei gruppi frigoriferi (potenze di picco: 23 MWf; 29 MWt).

La distribuzione avviene attraverso due dorsali principali di mandata e altre di ritorno, con reimmissione in più punti nel canale perimetrale. Il salto termico è limitato a 3 °C max ed è controllato mediante due stazioni di misura della temperatura, poste all’inizio e al termine del canale stesso, e da sonde di temperatura poste all’uscita da ciascun padiglione. Per gli edifici permanenti è previsto il ricorso all’acqua prelevata dalla falda (portata max: 242 l/s in estate; 203 l/s in inverno). Il fabbisogno idrico è coperto da pozzi di emungimento (portata totale 275 l/s) che provvedono anche al reintegro delle vasche dell’acqua sanitaria e antincendio. In tutti gli altri casi i padiglioni sono climatizzati in modo indipendente tramite pompe di calore ad aria. (articolo di Giuseppe La Franca).

Il sito espositivo con le reti impiantistiche: le dorsali di distribuzione dell'acqua potabile e sanitaria (arancione e marrone) sotto il Decumano