Il settore termoidraulico si prepara alla ripresa

IMPIANTO TERMICO

 

Nonostante il difficile periodo economico, il settore termoidraulico sta dimostrando un atteggiamento positivo per il futuro. A conferma di questa ipotesi ci viene in aiuto un’indagine condotta da Senaf su un campione di oltre 1000 aziende del settore e diffusa a ridosso dell’appuntamento “La Termo” dedicato all’energia da biomasse, che si terrà il 17 Maggio alla Camera di Commercio di Bergamo.

Dal punto di vista delle dimensioni, dalla ricerca si evince come il campione sia formato, nella maggioranza dei casi, da realtà di piccole dimensioni (il 73% impiega al massimo 9 dipendenti e 15,4% fino a 49), che nel 2011 hanno visto il proprio fatturato consolidarsi o crescere fino al 30% rispetto al 2010 (56%), anche se una quota importante degli intervistati (44%) ha registrato performance di segno opposto.

PREVISIONI. Per quanto riguarda le previsioni per il prossimo semestre, il 61,65% delle aziende stima di migliorare o comunque di conservare i risultati realizzati nello stesso periodo del 2011, mentre un più modesto 38,32% si attesta su posizioni di segno opposto. Tali aspettative si ripercuotono anche sul fronte occupazionale: una quota altissima di aziende (79%) crede infatti di poter mantenere o addirittura aumentare il numero degli addetti e solo il 21% reputa che sarà necessario ricorrere a tagli del personale.

ENERGIE RINNOVABILI, QUANTO PESANO? In questo contesto, gli interventi relativi a impianti a energie rinnovabili o ad alta efficienza energetica rappresentano sicuramente un aspetto determinante per il fatturato delle imprese intervistate. Lo confermano i dati raccolti da Senaf: per il 59% del campione infatti queste particolari tecnologie sono responsabili fino al 20% degli introiti, una percentuale minore, ma sicuramente significativa (33,4%), indica un impatto fino al 70% e per quasi l’8% del campione gli interventi nell’ambito delle eco energie determinano oltre il 71% dei guadagni.

TECNOLOGIE INSTALLATE. Sul fronte delle diverse tecnologie installate, dalla ricerca emerge come le caldaie a condensazione siano state gli articoli più richiesti (59,9%), seguite dagli impianti solari-termici (57,8%), dalle pompe di calore, (41,5%), dai sistemi di refrigerazione e condizionamento a risparmio energetico (18,7%), termoregolazione e contabilizzazione (18,6%), dagli impianti a biomasse (17,2%), dai dispositivi che sfruttano la geotermia (8,9%) e dai sistemi Ventilazione Meccanica.

Una classifica che mette in evidenza come, per alcune tecnologie il potenziale di crescita sia ancora estremamente elevato. E’ questo il caso degli impianti a biomasse, una tecnologia altamente performante, ma forse meno conosciuta rispetto ad altre, non solo dal singolo utente finale, ma anche dai cosiddetti decisori professionali pubblici e privati.

Tra gli aspetti affrontati ci saranno anche quelli normativi, che secondo i dati della ricerca sarebbero da completare e chiarire (79,4% del campione), e quelli relativi alla sicurezza antincendio, con particolare riferimento al peso, nella fase di progettazione e installazione di un impianto a biomasse, rivestito dallo stoccaggio e trasferimento del combustibile legnoso.