ACCENSIONE IMPIANTI TERMICI DI RISCALDAMENTO

ACCENSIONE IMPIANTI TERMICI DI RISCALDAMENTO

  ​​Gli impianti termici di riscaldamento centralizzato hanno dei limiti di accensione, sia nell’orario, sia nella durata, sia nei periodi dell’anno, che variano a seconda della zona climatica  in cui si trova l’immobile. L’obiettivo della norma che impone tali limiti è contenere i consumi di energia. Tutti i Comuni italiani sono compresi in una delle sei zone climatiche, individuate in base alla temperatura media registrata durante l’anno. L’impianto va acceso dopo le 5 di mattino e spento entro le 23; le ore di accensione permesse possono essere frazionate in due o più periodi. I limiti di orario alla durata giornaliera non si applicano agli impianti che consentono la contabilizzazione del calore e sono dotati di una centralina climatica o cronotermostato. In pratica, la caldaia è sempre unica per tutto l’edificio, ma ogni abitante del condominio può accendere, spegnere e regolare la temperatura del proprio appartamento. Oppure a quelli gestiti tramite un “contratto di servizio energia“, una forma contrattuale che consente di perseguire il massimo risparmio energetico fornendo il livello di comfort richiesto dagli utenti. Eccezioni al calendario riguardano invece la possibilità, per i Sindaci, di ampliare i periodi annuali di esercizio e la durata giornaliera di accensione dei riscaldamenti, ma solo a fronte di comprovate esigenze. In presenza di situazioni climatiche che ne giustifichino l’esercizio, i singoli utenti o i condomìni possono attivare gli impianti, ma con durata giornaliera non superiore alla metà di quella prevista a pieno regime. Il riferimento normativo che regola l’accensione del riscaldamento è la legge numero 10 del 9 gennaio 1991 e del Dpr numero 412 del 26 agosto 1993 e successive modifiche. Le...
SETTORE TERMOIDRAULICO: CRISI? NO GRAZIE!

SETTORE TERMOIDRAULICO: CRISI? NO GRAZIE!

Il periodo che stiamo attraversando, non è una novità per nessuno, è fra i più difficili degli ultimi decenni, ma se è vero che pensare positivo aiuta a trovare le soluzioni ai problemi e ad affrontare meglio le difficoltà, il settore termoidraulico ha imboccato la strada giusta. Infatti, questo è quanto era emerso da un’indagine di Senaf elaborata su un campione di 1.000 aziende operanti nel settore, svolta a margine della manifestazione “La Termo” che si svolse presso la Camera di Commercio di Bergamo il 17 maggio 2012 e che ebbe come protagonista l’energia proveniente dall’impiego delle biomasse. A conferma di ciò, vediamo alcuni dati. Il 56% di queste aziende nel 2011 aveva incrementato il proprio fatturato fino al 30% e in altri casi lo aveva consolidato, rispetto all’anno precedente. Per onestà di informazione va anche detto che il 44% degli aderenti al sondaggio, nello stesso periodo, aveva avuto un calo considerevole nel fatturato. Questo per quanto riguarda il passato che, come si sa, non torna più. A volte. Sì, perché il settore è comunque agguerrito e non minimamente disposto a mollare. In questo contesto, sicuramente, le energie provenienti da fonti rinnovabili stanno giocando un ruolo fondamentale per il settore. In un recente rapporto stilato dal Programma delle Nazioni Unite (UNEP), intitolato “Global Trends in Renewable Energy Investment 2015” che prende in esame l’anno appena trascorso, le Nazioni Unite evidenziano nella somma di 270 miliardi di dollari la cifra a cui sono arrivati gli investimenti nel settore delle energie rinnovabili. Un aumento del 17% su scala planetaria, con l’eolico e il fotovoltaico a farla da padroni. Un chiaro segnale...
SCOPRIAMO LA NORMA UNI 11554

SCOPRIAMO LA NORMA UNI 11554

  Cosa significa diventare un termoidraulico certificato in base alla norma UNI 11554:2014? Entrata in vigore l’11 settembre 2014, la norma disciplina le “Attività professionali non regolamentate – Figure professionali operanti sugli impianti a gas di tipo civile alimentati da reti di distribuzione – Requisiti di conoscenza, abilità e competenza”, e riguarda tutti gli operatori del post contatore gas. La norma è stata elaborata dal CIG che si occupa della stesura della normativa nel settore gas, in qualità di ente federato UNI. La norma, praticamente, si rivolge a tutto questo settore, da coloro che si occupano degli impianti a chi installa gli apparecchi a gas. Sono coinvolti i progettisti, gli installatori, i manutentori, i collaudatori. La norma colma un vuoto legislativo italiano, poiché il CEN ha da tempo emanato precise disposizioni sulla standardizzazione di qualifiche e professionalità. E’ pur vero che, in Italia, il D.M. 37/08 regola l’abilitazione ad operare dei soggetti sopraelencati, ma lo fa riconoscendo titoli e attività pregresse, senza occuparsi veramente della qualificazione. E lo fa senza prevedere, per la persona “abilitata”, nessun controllo specifico da parte di nessun ente preposto. In un’ Europa a libero mercato non possono mancare norme che disciplinano, a livello comunitario, le caratteristiche intrinseche che deve possedere chi svolge una determinata professione. Questo a prescindere dalla tipologia di professione svolta, ma a maggior ragione quando si tratta di argomenti delicati come l’uso dei gas combustibili. Solo creando professionisti qualificati si può garantire la sicurezza di tutti i cittadini e l’Unione Europea ha scelto quale sarà la strada della qualificazione: un iter formativo che porta ad un esame teorico e pratico per...
LA SICUREZZA NEGLI IMPIANTI TERMOIDRAULICI

LA SICUREZZA NEGLI IMPIANTI TERMOIDRAULICI

CHE COS’E’ LA SICUREZZA DEGLI IMPIANTI TERMOIDRAULICI E COSA DICE LA LEGGE La sicurezza degli impianti termoidraulici è un argomento molto gettonato negli ultimi tempi in quanto si cerca di prestare la massima attenzione alla sicurezza, sia nel settore privato che in quello pubblico. Nello specifico, si tratta di una serie di norme e controlli da mettere in campo per assicurare la perfetta efficienza dei propri impianti termoidraulici. Anche il Governo ha dimostrato grande interesse alla questione emanando una serie di provvedimenti che hanno l’obiettivo di disciplinare un campo fino ad ora abbastanza abbandonato a se stesso. Un tentativo in tal senso è stato fatto con il decreto legislativo numero 37/2008 che ha sistematizzato la materia già affrontata nella legge 248/2005 che si occupava di sicurezza e manutenzione degli impianti termoidraulici. Secondo le nuove indicazioni di legge, ogni impianto termoidraulico deve essere sottoposto a periodiche verifiche di funzionamento e, dopo ogni controllo, deve essere rilasciato il libretto di uso e manutenzione che porti indicata però chiaramente la dichiarazione di rispondenza, oltre alla dichiarazione di conformità e alla copia del progetto. Le sanzioni previste per il mancato rispetto delle norme in vigore per la sicurezza degli impianti termoidraulici sono di tipo amministrativo e possono variare dai 100 ai 1000 euro per gravi mancanze oppure illeciti relativi a quelli che sono gli obblighi imposti per la dichiarazione di conformità. Tutti gli altri illeciti, invece, vengono puniti con un’ammenda amministrativa che varia dai 1000 ai 10000 euro. COME GARANTIRE LA SICUREZZA DEGLI IMPIANTI TERMOIDRAULICI La legge prevede che ogni qualvolta venga installato, ampliato o trasformato in qualche modo un impianto termoidraulico, venga...
CORSO MANUTENTORE IMPIANTI TERMICI CON PATENTINO II LIVELLO IN OMAGGIO!!

CORSO MANUTENTORE IMPIANTI TERMICI CON PATENTINO II LIVELLO IN OMAGGIO!!

                                                                              AFFRETTATI!! E’ in fase di svolgimento il Percorso di certificazione per la figura di Manutentore di Impianti Termici! Possibilità di poter avere il corso per il conseguimento del Patentino di II Livello in OMAGGIO!!   Il tutto a soli 500 euro + IVA!!   Entrambi i corsi si svolgono ONLINE  con soli 4 giorni + esami in sede a Roma ………RIMANGONO POCHI POSTI……..   Per informazioni contattare i seguenti recapiti: ANAPIA ROMA CAPITALE 06/50513498...