ACCENSIONE DEGLI IMPIANTI DI RISCALDAMENTO: PROCEDURE E NORMATIVE DA SEGUIRE PER PRIVATI E DITTE

ACCENSIONE DEGLI IMPIANTI DI RISCALDAMENTO: PROCEDURE E NORMATIVE DA SEGUIRE PER PRIVATI E DITTE

  Con l’arrivo del freddo clima invernale sia le ditte che i privati devono accendere gli impianti di riscaldamento costituiti dai classici termosifoni o radiatori. Ogni regione dispone di una propria normativa per quanto concerne il giorno di inizio di accensione degli impianti di riscaldamento e del numero di ore massimo nel quale è possibile tenere l’impianto acceso. Il periodo e l’orario di accensione degli impianti di riscaldamento non può essere quindi scelto da ogni singolo condomino, ma bisogna far riferimento alla normativa nazionale che impone determinati limiti in base alle diverse zone climatiche in modo tale da ottenere un buon risparmio energetico. PERIODI E ORARI DI ACCENSIONE Gli impianti di riscaldamento centralizzato presentano dei limiti di orario e di durata differenti in base alla zona di residenza dell’immobile. La normativa nazionale prevede l’accensione degli impianti di riscaldamento dopo le ore 5 del mattino e il relativo spegnimento entro le ore 23. Per quanto riguarda le ore di ripartizione permesse possono essere frazionate in due o più periodi, ad esempio mattina e sera. Non sono soggetti a questi limiti di orario, invece, gli impianti di riscaldamento dotati di una centralina climatica o cronotermostato e che offrono la possibilità di contabilizzare il calore. In questo modo, infatti, l’impianto di riscaldamento è sempre uno solo per tutto l’edificio ma ogni famiglia può decidere di accendere, spegnere e regolare la temperatura della propria abitazione in base alle esigenze personali. I sindaci possono inoltre decidere di ampliare gli orari di riscaldamento in caso di comprovate esigenze. In caso di particolari situazioni climatiche i singoli utenti possono accendere il riscaldamento solamente con una durata...
ACCENSIONE IMPIANTI TERMICI DI RISCALDAMENTO

ACCENSIONE IMPIANTI TERMICI DI RISCALDAMENTO

  ​​Gli impianti termici di riscaldamento centralizzato hanno dei limiti di accensione, sia nell’orario, sia nella durata, sia nei periodi dell’anno, che variano a seconda della zona climatica  in cui si trova l’immobile. L’obiettivo della norma che impone tali limiti è contenere i consumi di energia. Tutti i Comuni italiani sono compresi in una delle sei zone climatiche, individuate in base alla temperatura media registrata durante l’anno. L’impianto va acceso dopo le 5 di mattino e spento entro le 23; le ore di accensione permesse possono essere frazionate in due o più periodi. I limiti di orario alla durata giornaliera non si applicano agli impianti che consentono la contabilizzazione del calore e sono dotati di una centralina climatica o cronotermostato. In pratica, la caldaia è sempre unica per tutto l’edificio, ma ogni abitante del condominio può accendere, spegnere e regolare la temperatura del proprio appartamento. Oppure a quelli gestiti tramite un “contratto di servizio energia“, una forma contrattuale che consente di perseguire il massimo risparmio energetico fornendo il livello di comfort richiesto dagli utenti. Eccezioni al calendario riguardano invece la possibilità, per i Sindaci, di ampliare i periodi annuali di esercizio e la durata giornaliera di accensione dei riscaldamenti, ma solo a fronte di comprovate esigenze. In presenza di situazioni climatiche che ne giustifichino l’esercizio, i singoli utenti o i condomìni possono attivare gli impianti, ma con durata giornaliera non superiore alla metà di quella prevista a pieno regime. Il riferimento normativo che regola l’accensione del riscaldamento è la legge numero 10 del 9 gennaio 1991 e del Dpr numero 412 del 26 agosto 1993 e successive modifiche. Le...
Il settore termoidraulico si prepara alla ripresa

Il settore termoidraulico si prepara alla ripresa

  Nonostante il difficile periodo economico, il settore termoidraulico sta dimostrando un atteggiamento positivo per il futuro. A conferma di questa ipotesi ci viene in aiuto un’indagine condotta da Senaf su un campione di oltre 1000 aziende del settore e diffusa a ridosso dell’appuntamento “La Termo” dedicato all’energia da biomasse, che si terrà il 17 Maggio alla Camera di Commercio di Bergamo. Dal punto di vista delle dimensioni, dalla ricerca si evince come il campione sia formato, nella maggioranza dei casi, da realtà di piccole dimensioni (il 73% impiega al massimo 9 dipendenti e 15,4% fino a 49), che nel 2011 hanno visto il proprio fatturato consolidarsi o crescere fino al 30% rispetto al 2010 (56%), anche se una quota importante degli intervistati (44%) ha registrato performance di segno opposto. PREVISIONI. Per quanto riguarda le previsioni per il prossimo semestre, il 61,65% delle aziende stima di migliorare o comunque di conservare i risultati realizzati nello stesso periodo del 2011, mentre un più modesto 38,32% si attesta su posizioni di segno opposto. Tali aspettative si ripercuotono anche sul fronte occupazionale: una quota altissima di aziende (79%) crede infatti di poter mantenere o addirittura aumentare il numero degli addetti e solo il 21% reputa che sarà necessario ricorrere a tagli del personale. ENERGIE RINNOVABILI, QUANTO PESANO? In questo contesto, gli interventi relativi a impianti a energie rinnovabili o ad alta efficienza energetica rappresentano sicuramente un aspetto determinante per il fatturato delle imprese intervistate. Lo confermano i dati raccolti da Senaf: per il 59% del campione infatti queste particolari tecnologie sono responsabili fino al 20% degli introiti, una percentuale minore, ma sicuramente...
Edilizia scolastica ‘bioclimatica’: la proposta dell’Ance

Edilizia scolastica ‘bioclimatica’: la proposta dell’Ance

  Gerardo Biancofiore, presidente del gruppi Pmi internazionale dell’Ance e dell’Ance Foggia, ha presentato il progetto di una scuola ‘mediterranea’ all’avanguardia: si tratta di nuovo modello di istituto comprensivo, che riunisce nella stessa organizzazione scuole dell’infanzia, primarie (ex elementari) e secondarie (ex medie) di primo grado, adattabile e ripetibile a tutti i territori caratterizzati dal clima mediterraneo. L’idea nasce dall’esigenza sollevata da molti Comuni di dotare il territorio di edifici scolastici nuovi, sicuri, tecnologicamente avanzati e con apparecchiature da laboratorio all’avanguardia. Questo progetto di ‘scuola intelligente’ è stato concepito insieme al Gruppo Giovani dell’Ance, con la collaborazione del Miur e di alcune associazioni a sostegno delle diversità. “E’ una scuola da costruire ‘a chilometro zero’, con materiali del territorio”, spiega Biancofiore. “E’ conforme ai principi della progettazione bioclimatica, che protegge dall’eccessiva calura tipica dei paesi mediterranei, utilizzando il meno possibile impianti energivori. E’ una struttura armoniosa, in cui un sapiente gioco di luci, colori e vegetazione locale accomuna in uno stile tipicamente italiano ambienti interni ed esterni. Nell’istituto è previsto un riciclo totale dei rifiuti. Le strutture educative devono essere il centro pulsante delle politiche urbane (smart city ed eco quartieri ) per il rilancio delle  città e dei territori”....
L’IDRAULICA NELL’AREA DELL’EXPO

L’IDRAULICA NELL’AREA DELL’EXPO

  I due viali coperti del Cardo e del Decumano costituiscono, all’interno dell’area Expo, i principali assi di distribuzione dei visitatori fra i padiglioni dei vari paesi, delle organizzazioni e delle aziende, come delle piazze e delle aree per eventi, manifestazioni, spettacoli, concerti, convegni, show cooking, laboratori didattici e mostre. La piastra: cos’è e com’è fatta Per permettere l’insediamento di tutte le attività previste è stata realizzata una struttura di base lunga circa 2 km e larga tra 350 e 750 metri. Costata circa 149 milioni di euro, la piastra è l’infrastruttura più importante del sito espositivo: per quanto riguarda per gli aspetti idraulici e tecnologici possiamo considerarla articolata in tre ambiti principali: – le opere idrauliche che, oltre al Canale e alla Lake Arena, comprendono un sistema di fontane e giochi d’acqua ma anche le vasche di fitodepurazione per il trattamento delle acque piovane e la modifica al tracciato dei torrenti e delle condotte fognarie, che attraversavano la piastra, con la realizzazione di una vasca di laminazione anti-piena; – le architetture di servizio, che forniranno tutto quanto è necessario ai visitatori e a chi lavora: bar, ristoranti, servizi igienici, spazi commerciali, assistenza, servizi per la sicurezza; sono composte da 14 strutture, di cui 3 completamente interrate, che grazie a un sistema di “facciate d’acqua” garantiranno anche il raffrescamento naturale degli spazi aperti. – gli impianti tecnologici, che includono sia le reti per la distribuzione dell’elettricità e delle telecomunicazioni, sia quelle idrico-sanitarie – ovvero acqua potabile, irrigazione, climatizzazione degli edifici, antincendio e reflui – che permetteranno ai singoli padiglioni di funzionare secondo le rispettive necessità. Le reti idrico-sanitarie La realizzazione...
La corretta compilazione dei rapporti di efficienza energetica

La corretta compilazione dei rapporti di efficienza energetica

    E’ sempre opportuno gettare uno sguardo ai rapporti di efficienza energetica di un impianto e analizzarne la corretta compilazione. Esistono 4 diversi modelli, da utilizzare a seconda della tipologia di impianto su cui si eseguono le verifiche, ma oggi ci soffermeremo sui rapporti di efficienza di tipo 1, ovvero quelli utilizzati per i gruppi termici. Prima di tutto occorre fare alcune precisazioni di carattere generale. Nel caso di impianto composto da più generatori, di uguale o diversa tipologia, dovranno essere redatte tante pagine quanti sono i generatori, pari al numero delle schede 4.1 presenti nel libretto di impianto.   Compilazione delle generalità Il documento è strutturato in sei parti, ognuna identificata con una lettera dalla A alla F. La sezione A richiede di riportare i dati identificativi dell’impianto, del responsabile dell’impianto stesso e della ditta che esegue le operazioni di controllo. Per quanto concerne l’impianto viene richiesto di indicarne il codice catastale, la potenza termica e l’indirizzo dell’immobile ove è installato. Per quanto riguarda il responsabile dell’impianto, oltre a cognome, nome e codice fiscale, qualora il responsabile sia persona giuridica, bisogna riportare anche la ragione sociale della ditta. L’indirizzo di residenza del responsabile può essere omesso nel caso questi risieda allo stesso indirizzo in cui è ubicato l’impianto. È infine necessario indicare, tramite una crocetta, se il responsabile è il proprietario, un’occupante (inquilino ecc.), l’amministratore del condominio o un terzo responsabile. A seguire vengono richiesti i dati dell’impresa manutentrice, che però non vanno riportati se quest’ultima ha anche l’incarico di terzo responsabile. La documentazione tecnica La sezione B riguarda la documentazione tecnica che si trova a corredo dell’impianto. Viene...
NORMA UNI 11554: LA FIGURA DELL’INSTALLATORE

NORMA UNI 11554: LA FIGURA DELL’INSTALLATORE

      La Norma 11554:2014 Si tratta di una certificazione, a base volontaria, per tutti gli operatori gas. I tecnici che, fino alla pubblicazione di tale norma, operavano negli impianti civili post contatore di gas combustibile, erano considerati una figura professionale non regolamentata. La norma UNI 11554 del 2014 riconosce agli operatori specializzati del settore una professionalità certificata, che si basa su fondamentali requisiti di abilità, conoscenza e comprovata competenza ed è stata elaborata dal Comitato Italiano Gas (CIG). La norma si ispira liberamente ai principi dalla legge 4/2013, in merito a tutte quelle professioni che non prevedono un albo o un ordine e colma una lacuna legislativa importante al fine di garantire all’utente finale la garanzia di intervento da parte di installatori certificati ed iscritti allo specifico albo professionale. La UNI 11554 va ad aggiungersi al già corposo pacchetto di norme UNI rivolte alla sicurezza domestica. Questo non fa altro che andare incontro alla tutela dei consumatori in modo più massiccio. I profili specialistici previsti dalla norma UNI 11554:2014 Sono tre i profili specialistici che la normativa ha individuato: il responsabile tecnico, l’installatore e il manutentore. Le competenze e le mansioni di queste figure possono essere così riassunte: – Il responsabile tecnico è la figura a capo di ogni intervento specializzato ed ha il preciso compito di progettare l’impianto a gas, dalle tubazioni fino ai sistemi per l’evacuazione dei prodotti di combustione. Inoltre sovrintende a tutte le fasi di montaggio ed installazione dell’impianto e ne pianifica la corretta manutenzione. – L’installatore certificato ha il compito di gestire tutta la fase di realizzazione vera e propria dell’impianto, mette...
SETTORE TERMOIDRAULICO: CRISI? NO GRAZIE!

SETTORE TERMOIDRAULICO: CRISI? NO GRAZIE!

Il periodo che stiamo attraversando, non è una novità per nessuno, è fra i più difficili degli ultimi decenni, ma se è vero che pensare positivo aiuta a trovare le soluzioni ai problemi e ad affrontare meglio le difficoltà, il settore termoidraulico ha imboccato la strada giusta. Infatti, questo è quanto era emerso da un’indagine di Senaf elaborata su un campione di 1.000 aziende operanti nel settore, svolta a margine della manifestazione “La Termo” che si svolse presso la Camera di Commercio di Bergamo il 17 maggio 2012 e che ebbe come protagonista l’energia proveniente dall’impiego delle biomasse. A conferma di ciò, vediamo alcuni dati. Il 56% di queste aziende nel 2011 aveva incrementato il proprio fatturato fino al 30% e in altri casi lo aveva consolidato, rispetto all’anno precedente. Per onestà di informazione va anche detto che il 44% degli aderenti al sondaggio, nello stesso periodo, aveva avuto un calo considerevole nel fatturato. Questo per quanto riguarda il passato che, come si sa, non torna più. A volte. Sì, perché il settore è comunque agguerrito e non minimamente disposto a mollare. In questo contesto, sicuramente, le energie provenienti da fonti rinnovabili stanno giocando un ruolo fondamentale per il settore. In un recente rapporto stilato dal Programma delle Nazioni Unite (UNEP), intitolato “Global Trends in Renewable Energy Investment 2015” che prende in esame l’anno appena trascorso, le Nazioni Unite evidenziano nella somma di 270 miliardi di dollari la cifra a cui sono arrivati gli investimenti nel settore delle energie rinnovabili. Un aumento del 17% su scala planetaria, con l’eolico e il fotovoltaico a farla da padroni. Un chiaro segnale...
SCOPRIAMO LA NORMA UNI 11554

SCOPRIAMO LA NORMA UNI 11554

  Cosa significa diventare un termoidraulico certificato in base alla norma UNI 11554:2014? Entrata in vigore l’11 settembre 2014, la norma disciplina le “Attività professionali non regolamentate – Figure professionali operanti sugli impianti a gas di tipo civile alimentati da reti di distribuzione – Requisiti di conoscenza, abilità e competenza”, e riguarda tutti gli operatori del post contatore gas. La norma è stata elaborata dal CIG che si occupa della stesura della normativa nel settore gas, in qualità di ente federato UNI. La norma, praticamente, si rivolge a tutto questo settore, da coloro che si occupano degli impianti a chi installa gli apparecchi a gas. Sono coinvolti i progettisti, gli installatori, i manutentori, i collaudatori. La norma colma un vuoto legislativo italiano, poiché il CEN ha da tempo emanato precise disposizioni sulla standardizzazione di qualifiche e professionalità. E’ pur vero che, in Italia, il D.M. 37/08 regola l’abilitazione ad operare dei soggetti sopraelencati, ma lo fa riconoscendo titoli e attività pregresse, senza occuparsi veramente della qualificazione. E lo fa senza prevedere, per la persona “abilitata”, nessun controllo specifico da parte di nessun ente preposto. In un’ Europa a libero mercato non possono mancare norme che disciplinano, a livello comunitario, le caratteristiche intrinseche che deve possedere chi svolge una determinata professione. Questo a prescindere dalla tipologia di professione svolta, ma a maggior ragione quando si tratta di argomenti delicati come l’uso dei gas combustibili. Solo creando professionisti qualificati si può garantire la sicurezza di tutti i cittadini e l’Unione Europea ha scelto quale sarà la strada della qualificazione: un iter formativo che porta ad un esame teorico e pratico per...